Carbonado

SCHEDA TECNICA

Tipologia:  Roccia

Varietà: Aggregato policristallino

Formula: – – –

Classe Mineralogica: – – –

Peso specifico: 3.10 – 3.45

Durezza: 10

Sistema Cristallino: – – –

Indice di rifrazione: – – –

Storia e caratteristiche

Nel mondo delle gemme, esiste un materiale che sfida le regole classiche della mineralogia. Conosciuto commercialmente come “diamante nero”, il carbonado è una delle forme più affascinanti, misteriose e tenaci di carbonio cristallizzato presenti sul nostro pianeta. Un vero e proprio ribelle della famiglia dei diamanti. A differenza del diamante classico, che cristallizza come un singolo cristallo nel sistema cubico, il carbonado è un aggregato policristallino e poroso, composto da milioni di minuscoli cristalli di diamante cementati insieme. Visivamente non ha la trasparenza a cui siamo abituati: si presenta opaco, con tonalità che variano dal grigio scuro al bruno, fino al nero asfalto. La sua superficie esterna grezza ricorda spesso il comune carbone, ma la sua vera forza risiede all’interno. Grazie alla sua struttura intrecciata di micro-cristalli, il carbonado assorbe gli urti in modo formidabile: non avendo piani di clivaggio continui, è la varietà di diamante più tenace in natura.

La provenienza del carbonado è un autentico rompicapo geologico. Si trova quasi esclusivamente in depositi alluvionali secondari in due sole regioni al mondo, geograficamente distanti ma un tempo unite nel supercontinente Gondwana: la Repubblica Centrafricana e lo stato di Bahia, in Brasile.

Poiché non è mai stato rinvenuto all’interno delle kimberliti o delle lamproiti (le classiche rocce madri dei diamanti), gli scienziati hanno formulato tre affascinanti teorie sulla sua nascita:

L’Origine Cosmica (Impatto meteoritico): Alcuni geologi ipotizzano si sia formato a causa del metamorfismo d’impatto generato dal collasso di un enorme meteorite miliardi di anni fa.
La Teoria Nucleare: Un’altra ipotesi prevede che la sua cristallizzazione sia stata indotta dalle radiazioni di uranio e torio su antichi depositi di carbonio organico nel sottosuolo.
I Diamanti Interstellari: Secondo una delle teorie più suggestive, il carbonado si sarebbe formato direttamente nello spazio interstellare, all’interno di ambienti primordiali ricchi di carbonio e idrogeno, esplosi poi in supernove e giunti sulla Terra tramite antichi impatti meteoritici.

Per oltre un secolo, il carbonado è stato il re indiscusso del settore industriale. Grazie alla sua straordinaria durezza e resistenza alla frantumazione, è stato utilizzato in polveri per il taglio delle rocce dure, nella produzione di abrasivi e nelle punte di perforazione per i pozzi petroliferi.
Negli ultimi decenni, tuttavia, il mercato dei diamanti fancy colored ha completamente rivalutato questa pietra. I tagliatori hanno imparato a selezionare i pezzi più compatti e meno porosi: una volta tagliati e politi, i carbonado assumono una lucentezza adamantina e metallica davvero straordinaria.

L’esempio più celebre di questa rinascita è “The Enigma”, un leggendario carbonado lavorato di ben 555,55 carati (dotato di esattamente 55 faccette), venduto all’asta nel 2022 per ben 4,3 milioni di dollari. Un peso massimo che testimonia come il diamante nero abbia ormai conquistato un posto d’onore nell’alta gioielleria mondiale.

 

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