Berillo

 

SCHEDA TECNICA

Tipologia:  Minerale

Varietà: – – – 

Formula: Be3Al2(Si6O18)

Classe Mineralogica: Silicati

Peso specifico: 2.63 – 2.92

Durezza: 7.5 – 8.0

Sistema Cristallino: Esagonale

Indice di rifrazione: 1.565 – 1.602

 

Storia e caratteristiche

 

Il Berillo non è semplicemente un minerale: è una vera e propria “famiglia reale” nel mondo della gemmologia. Pur essendo chimicamente un’unica specie minerale, le sue varietà includono alcune delle gemme più desiderate e preziose della Terra, come lo Smeraldo e l’Acquamarina.

La parola Berillo affonda le sue radici nell’antichità. Deriva dal greco antico bḗryllos (βήρυλλος), un termine originariamente utilizzato per indicare una vasta gamma di pietre preziose di colore verde-azzurro.

Una curiosità storica affascinante riguarda il medioevo. Poiché i cristalli di Berillo incolore (Goshenite) erano particolarmente limpidi, venivano tagliati e sbozzati per creare le prime lenti d’ingrandimento e i primi occhiali per correggere la vista. Non a caso, in tedesco la parola “occhiali” si dice ancora oggi Brille, che deriva proprio da Berillo.

Dal punto di vista strettamente mineralogico, il Berillo è un ciclosilicato di berillio e alluminio con formula chimica Be3Al2(Si6O18), Sistema Cristallino Esagonale (tipicamente forma prismi a base esagonale, spesso striati verticalmente), Durezza da 7,5 a 8 sulla Scala di Mohs (è un minerale decisamente duro, ideale per l’uso in gioielleria), Densità 2,63 – 2,92,  Lucentezza vitrea e Trasparenza da trasparente a opaco.

Il Berillo puro è completamente incolore (allocromatico). La straordinaria varietà di colori che lo caratterizza non dipende dalla sua formula base, ma dalla presenza di “impurezze” ed elementi in traccia che si sostituiscono all’alluminio o al berillio all’interno del reticolo cristallino durante la sua formazione.

Le varietà più note sono:

Smeraldo, verde intenso per presenza di cromo e/o vanadio

Acquamarina, azzurro o verde-azzurro per presenza di ferro

Morganite, rosa chiaro per presenza di manganese

Eliodoro e Berillo Dorato, da giallo a giallo oro per presenza di ferro

Berillo Rosso, rosso acceso per presenza di manganese

Goshenite, incolore (Berillo puro)

Il termine Bixbite, storicamente usato per il Berillo rosso, è oggi ufficialmente sconsigliato dalla CIBJO (Confederazione Internazionale della Gioielleria) e dall’IMA per evitare confusione con la Bixbyite (un ossido di manganese e ferro completamente diverso). Si è adottato ufficialmente l’uso di “Berillo Rosso”.

Il Berillo comune si forma prevalentemente nelle pegmatiti, rocce ignee a grana grossa che permettono ai cristalli di crescere lentamente e raggiungere dimensioni monumentali. Sebbene i cristalli perfettamente terminati (con le facce geometriche integre alle estremità) siano rari e destinati ai collezionisti, la massa totale che questo minerale può raggiungere è impressionante.

La cava di Bumpus ad Albany (New England, USA) è famosa per aver restituito un immenso cristallo di Berillo di ben 5,5 metri di lunghezza per 1,2 metri di diametro, con un peso stimato di circa 18 tonnellate.

Il record assoluto appartiene a un cristallo scoperto a Malakialina, in Madagascar. Misura ben 18 metri di lunghezza, 3,5 metri di diametro e ha un peso stimato di 380.000 kg (380 tonnellate). Ad oggi, rimane uno dei più grandi cristalli singoli e continui mai documentati al mondo per qualsiasi specie minerale.

I principali produttori di Berillo comune (utilizzato nell’industria estrattiva per ottenere il prezioso metallo Berillio, fondamentale per le leghe aerospaziali e l’elettronica) sono la Russia, il Brasile, gli Stati Uniti e diversi paesi africani come il Madagascar e il Mozambico.

 

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