Berillo Rosso

SCHEDA TECNICA

Tipologia: Minerale

Varietà: Varietà di Berillo

Formula: Be3Al2(SiO3)6

Classe Mineralogica: Silicati

Peso specifico: 2.66 – 2.70

Durezza: 7.5 – 8

Sistema Cristallino: Esagonale

Indice di rifrazione: 1.568 – 1.574

 

Storia e caratteristiche

Nel panorama delle gemme mondiali esiste un ristretto club di minerali così rari da far sembrare i Diamanti comuni ciottoli di fiume. Al vertice di questa piramide di rarità si colloca il Berillo rosso, una gemma straordinaria che unisce la perfetta architettura cristallina del Berillo a un colore rosso lampone mozzafiato. Si stima che per ogni 150.000 Diamanti estratti nel mondo si riesca a rinvenire un solo cristallo di Berillo rosso di qualità gemma!

La storia del Berillo rosso, noto anche come Smeraldo rosso, inizia ufficialmente nel 1904, quando il famosissimo cercatore e commerciante di minerali Maynard Bixby ne individuò i primi piccoli campioni a Maynard’s Claim, nelle Thomas Range in Utah (USA).

Pochi anni dopo, nel 1912, il mineralogista tedesco Alfred Eppler decise di battezzare la nuova gemma Bixbite in onore del suo scopritore. Il nome, tuttavia, generò immediatamente un enorme malinteso nella comunità scientifica. Bixby, infatti, aveva già legato il suo nome a un altro minerale da lui scoperto: la Bixbyite, un ossido di ferro e manganese completamente diverso.

Per evitare che studenti, collezionisti e gioiellieri confondessero la rarissima Bixbite (il Berillo rosso) con la comune Bixbyite nera, la CIBJO (Confédération International de la Bijouterie, Joaillerie, Orfèvrerie des Diamants, Perles et Pierres) e l’IMA (International Mineralogical Association), hanno bandito il termine Bixbite, decretando come unico nome scientifico e commerciale accettato “Berillo rosso”.

La stragrande maggioranza dei Berilli che conosciamo — come il verde Smeraldo o l’azzurra Acquamarina — si forma nelle profondità della Terra all’interno di vene pegmatitiche o in ambienti metamorfici, grazie all’azione di fluidi idrotermali. Il Berillo rosso devia completamente da questa regola, ed è proprio questo a renderlo un unicum geologico: la sua genesi avviene all’interno di cavità (chiamate miarole) della Riolite, una roccia vulcanica effusiva ricca di silice.

Oggi, l’unico giacimento al mondo che ha prodotto costantemente materiale di qualità gemma è la celebre Ruby Violet Mine, situata nei monti Wah Wah (Contea di Beaver, Utah) ma i cristalli superano raramente il centimetro di lunghezza.

Dal punto di vista strutturale, il Berillo rosso mantiene la classica simmetria esagonale della sua famiglia, ma presenta peculiarità fisiche uniche dovute al suo ambiente di formazione.

La formula chimica di base è quella di un ciclosilicato di berillio e alluminio Be3Al2(SiO3)6. Allo stato puro, questo reticolo è perfettamente incolore (vedi Goshenite) ma nel Berillo rosso, alcune posizioni dell’alluminio vengono occupate da tracce di manganese.

Nella Morganite (il Berillo rosa), il manganese si trova nello stato di ossidazione divalente (Mn2+).

Nel Berillo Rosso, l’ambiente vulcanico fortemente ossidante ha mantenuto il manganese allo stato trivalente (Mn3+). È proprio questo singolo elettrone di differenza a donare alla gemma quel colore rosso ciliegia o lampone così saturo e vibrante.

Il processo di taglio è una sfida estrema per i maestri lapidari: il materiale grezzo è quasi sempre costellato da fratture interne e inclusioni bifasiche (liquido-gas). Di conseguenza, la maggior parte delle gemme tagliate ha un peso inferiore a 0.50 carati: un Berillo rosso sfaccettato che supera 1.00 carato è considerato una rarità museale dal valore astronomico.

Il primato assoluto spetta a un cristallo grezzo eccezionale rinvenuto nella Ruby Violet Mine, che pesava appena 54 carati!

Nel 2002, nel Madagascar, venne scoperto un nuovo minerale di un bellissimo colore rosso-lampone che inizialmente molti scambiarono per Berillo rosso. Analisi approfondite rivelarono invece che si trattava di una specie affine ma distinta, ricca di cesio e litio, battezzata Pezzottaite. Un occhio esperto (e un rifrattometro) sa distinguerle subito: la Pezzottaite ha una densità nettamente maggiore (2.90 – 3.14) e indici di rifrazione più elevati.

L’American Museum of Natural History di New York, custodisce una delle collezioni più importanti di Berillo rosso: la Red Beryl Suite, una bellissima selezione di Berilli rossi sfaccettati in diversi tagli, e il celebre esemplare Scarlet Wonder, un cristallo dal colore rosso lampone che si erge fiero sulla sua matrice di Riolite bianca. 

Oggi il Berillo rosso rimane una delle gemme più ambite dai collezionisti e dagli estimatori di rarità mineralogiche: un vero e proprio capolavoro della geologia racchiuso in pochissimi millimetri di pura intensità cromatica.

 

Proprietà benefiche

Il bellissimo colore rosso di questa pietra, la fa agire intensamente sul primo chakra, aiutando a superare la stanchezza e la letargia, infondendo ottimismo e stimolando la forza interiore necessaria per affrontare situazioni di forte stress o cambiamenti drastici.

 

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