Rubino

 

SCHEDA TECNICA

Tipologia:  Minerale

Varietà: Varietà rossa di Corindone

Formula: Al2O3

Classe Mineralogica: Ossidi

Peso specifico: 3.98 – 4.03

Durezza: 9

Sistema Cristallino: Trigonale

Indice di rifrazione: 1.762 – 1.770

 

Storia e caratteristiche

Se dovessimo scegliere una pietra preziosa capace di incarnare da sola la passione, il potere e il fascino magnetico della terra, non ci sarebbero dubbi: la scelta cadrebbe sul Rubino. Definito per secoli il “Re delle Gemme”, questo minerale non è solo un meraviglioso ornamento da sfoggiare, ma un vero e proprio capolavoro della fisica e della chimica geologica.

Dal punto di vista strettamente mineralogico, il Rubino è un aristocratico… con un trucco. Si tratta infatti di una varietà di Corindone, un minerale composto da ossido di alluminio. Di per sé, il Corindone puro sarebbe completamente incolore: e allora da dove arriva quel rosso ipnotico?

Quando minuscole tracce di cromo sostituiscono l’alluminio nel reticolo cristallino durante la formazione del minerale, la magia ha inizio. Il cromo assorbe la luce verde e gialla, riflettendo un rosso vibrante. Il nome stesso della gemma rende omaggio a questa caratteristica, derivando dal latino rubens, che significa semplicemente “rosso”.

Nel mondo della gemmologia, non tutti i rossi sono uguali. La colorazione in assoluto più preziosa e ricercata sul mercato è definita “sangue di piccione”: un rosso puro, profondo, con una sottile e magnetica sfumatura bluastra. Questa particolare tonalità esalta la saturazione della pietra, rendendola una delle gemme più costose al mondo, talvolta persino più dei Diamanti di pari caratura.

Se pensate che una pietra preziosa debba essere perfettamente limpida per avere valore, il Rubino vi farà ricredere. In questa gemma, le inclusioni (piccoli corpi estranei intrappolati nel cristallo durante la sua crescita) non sono difetti, ma vere e proprie impronte digitali che ne testimoniano l’origine naturale e l’autenticità.

Spesso il Rubino ospita microscopici aghi di un altro minerale, il Rutilo. Quando questi aghi si dispongono in fitte reti geometriche, creano una lucentezza interna morbida e diffusa, nota proprio come “effetto seta”. Quando l’effetto seta incontra il taglio giusto (il cabochon, ovvero la tipica lucidatura a cupola senza faccette), accade il miracolo ottico noto come asterismo: la luce si riflette sugli aghi di Rutilo orientati in tre direzioni, dando vita a una splendida stella a sei raggi che sembra danzare sulla superficie della pietra.

La maggior parte dei Rubini di alta qualità si estrae in condizioni complesse, prevalentemente all’interno di giacimenti di origine alluvionale. Questo significa che i fiumi, erodendo le rocce madri nel corso dei millenni, hanno trasportato e concentrato i pesanti cristalli di rubino nei loro alvei e sedimenti.

La regione storica di Mogok, in Myanmar, è la culla leggendaria dei Rubini “sangue di piccione” più straordinari della storia. L’area di Ratnapura, nello Sri Lanka (che non a caso significa “città delle gemme” in singalese) offre pietre dalla lucentezza eccezionale. Infine la Tanzania, una delle fonti africane più importanti e moderne per il mercato globale.

Proprio perché la natura distribuisce il colore perfetto con estrema parsimonia, oggi la stragrande maggioranza dei Rubini sul mercato subisce un trattamento termico. Riscaldando le pietre a temperature elevatissime, le inclusioni di Rutilo si sciolgono parzialmente, migliorando drasticamente sia la trasparenza che l’uniformità del colore. Si tratta di una pratica standard, alla luce del sole e totalmente accettata dal mercato, purché chiaramente dichiarata!

Occhio a non fare confusione: un Rubino sintetico non è un’imitazione di vetro o plastica! Fin dagli inizi del ‘900, grazie al processo ideato dal chimico Auguste Verneuil, l’uomo è in grado di produrre in laboratorio Rubini di qualità gemma che possiedono le stesse identiche proprietà chimiche, fisiche e ottiche di quelli estratti dalle miniere.

Per distinguerli, i gemmologi devono scendere nei dettagli microscopici: mentre la natura lascia inclusioni spigolose e irregolari, la sintesi artificiale rivela spesso microscopiche linee di accrescimento curve o bollicine di gas sferiche.

 

Rubini Famosi

Il Rubino di San Venceslao (circa 250 ct): Incastonato sulla splendida corona boema custodita a Praga, è una pietra non faccettata dal fascino grezzo e antico che domina i gioielli della corona.

Edward Ruby (167 carati): Un imponente cristallo custodito al British Museum di Londra, famoso per la sua eccezionale morfologia geometrica.

Reeves Star Ruby (138.70 carati): Uno dei Rubini stellati più belli e nitidi mai scoperti, oggi orgoglio dello Smithsonian di Washington.

De Long Star Ruby (100 carati): Un altro Rubino stellato d’eccezione, rimasto coinvolto in una rocambolesca rapina al Museo di Storia Naturale di New York nel 1964 e successivamente riscattato.

Peace Ruby (43 carati): Trovato in Birmania nel 1919, proprio alla fine della Prima Guerra Mondiale, battezzato così come augurio di pace per l’intera Europa.

 

Proprietà benefiche

In cristalloterapia, il Rubino è considerato una delle pietre più potenti, associato storicamente all’energia vitale, al fuoco interiore e alla regalità.

È la pietra della determinazione per eccellenza, aiuta a superare gli stati di letargia, la passività e la stanchezza mentale, portando una forte carica di entusiasmo. Stimola la fiducia in sè stessi, spingendo all’azione e aiutando a focalizzare i propri obiettivi con chiarezza e pragmaticità.

 

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